Il primo passo è quello di procurarsi una botte in rovere. Dopo aver completato le operazioni di pulizia, si consiglia di fissare il barile su un pallet, se di grande dimensione, o comunque su una superficie stabile che consenta, all’occorrenza, di spostare la botte.
Si dovrà procedere alla sterilizzazione dell’apparecchiatura da utilizzare, quindi si riempirà la botte lasciando un po’ di spazio alla fine (si consiglia di piazzare l’estremità del tubo che si utilizzerà per riempire la botte, sulla base.
Così facendo si eviteranno gli schizzi che costituiscono la causa principale di ossidazione). Si dovrà poi sigillare il cocchiume (foro superiore della botte) con un tappo (sterilizzato) e un minifermentatore che dovrà essere riempito con del disinfettante (metabisolfito) in modo tale da non permettere l’ingresso di aria e consentire allo stesso tempo la fuoriuscita di quella presente nella botte.
A questo punto si lascerà stagionare la birra all’interno del barile, tenendo presente che il procedimento può durare da un mese a più di un anno. Si consiglia pertanto di effettuare dei prelievi, di tanto in tanto, in modo tale da consentire di valutare quando la birra è pronta (secondo il proprio gusto personale), quindi successivamente imbottigliare (sterilizzando attrezzatura di travaso e bottiglie), possibilmente spurgando le bottiglie con dell’anidride carbonica per prevenire dell’eventuale ossidazione aggiuntiva e stabilizzare quindi la birra.
A questo punto la birra invecchiata nella botte sarà pronta per essere servita!