Birra in botte: l'invecchiamento per la birra barricata

Tra i piccoli produttori di birra, negli ultimi anni, si è molto diffusa la pratica di far invecchiare la birra in botte per ottenere una birra barricata.

Come già accennato, l’utilizzo di questa particolare tecnica ha vissuto una rinascita negli ultimi anni soprattutto tra i piccoli produttori, cioè coloro i quali si cimentano nel fare la birra in casa, e i microbirrifici. 

La birra in botte: quale è la più adatta?

La pratica di conservare la birra in botti ha radici abbastanza profonde ed è stata abbastanza utilizzata nel corso dei secoli, tuttavia non si adatta ad ogni tipo di birra. Infatti, difficilmente si sceglierà di conservare la propria Pilsner o la vostra Koelsch nelle botti, questo perché ne verrebbero intaccate la delicatezza e il bilanciamento. Al contrario tale procedimento meglio si associa a birre quali ad esempio le Old Ales, le Stout, le Porters, le Brown, le IPA e le Bitter.

I metodi più usati per invecchiare la birra in botte

Per ottenere una birra barricata esistono diverse metodologie, vediamole insieme:

La forma più diffusa consiste nell’aggiunta di trucioli di rovere, i quali consentono di conferire alla birra il loro aroma, la difficoltà che può nascondersi dietro questo procedimento consiste nella difficoltà di separare i trucioli dalla birra, a tal proposito si consiglia di dotarsi di un sacchetto in cui immergerli.

Esistono poi dei cubetti che immersi nella birra conferiscono l’aroma “oak”, tuttavia richiedono maggior tempo per trasferire tale proprietà.

Il metodo più naturale ma che richiede più tempo ed improntato all’invecchiamento è quello consistente nell’utilizzo di botti in rovere. Lasciando riposare la birra (anche per anni), si addolcirà col tempo acquisendo proprietà fenomenali.

Birra in botte: il procedimento per ottenere una birra barricata

Il primo passo è quello di procurarsi una botte in rovere. Dopo aver completato le operazioni di pulizia, si consiglia di fissare il barile su un pallet, se di grande dimensione, o comunque su una superficie stabile che consenta, all’occorrenza, di spostare la botte.

Si dovrà procedere alla sterilizzazione dell’apparecchiatura da utilizzare, quindi si riempirà la botte lasciando un po’ di spazio alla fine (si consiglia di piazzare l’estremità del tubo che si utilizzerà per riempire la botte, sulla base.

Così facendo si eviteranno gli schizzi che costituiscono la causa principale di ossidazione). Si dovrà poi sigillare il cocchiume (foro superiore della botte) con un tappo (sterilizzato) e un minifermentatore  che dovrà essere riempito con del disinfettante (metabisolfito) in modo tale da non permettere l’ingresso di aria e consentire allo stesso tempo la fuoriuscita di quella presente nella botte.

A questo punto si lascerà stagionare la birra all’interno del barile, tenendo presente che il procedimento può durare da un mese a più di un anno. Si consiglia pertanto di effettuare dei prelievi, di tanto in tanto, in modo tale da consentire di valutare quando la birra è pronta (secondo il proprio gusto personale), quindi successivamente imbottigliare (sterilizzando attrezzatura di travaso e bottiglie), possibilmente spurgando le bottiglie con dell’anidride carbonica per prevenire dell’eventuale ossidazione aggiuntiva e stabilizzare quindi la birra.

A questo punto la birra invecchiata nella botte sarà pronta per essere servita! 

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