Per lo stoccaggio venivano utilizzate delle botti in legno con capacità in genere compresa tra i 4 e i 10 ettolitri, mentre per il vino residuo venivano utilizzate delle damigiane in vetro impagliate.
Per ciò che riguarda i locali, le cantine erano poste sotto il livello del piano terra, con esposizione a nord, e non prevedevano pavimentazione, ma solo terra. Tutto questo per assicurare una temperatura media relativamente bassa e costante nell’arco dell’anno.
Nelle città invece, non potendo fare direttamente la lavorazione, si acquistava il mosto in botti e lo si lasciava a maturare nei locali disponibili. Chi invece non aveva questa disponibilità acquistava il vino pronto in barili o fiaschi in vetro impagliati.