Tipi di bottiglie per il vino

Autore: Vincenzo 08/10/2016 0 Commenti Vino e Distillati,

Tipi di bottiglie per il vino

 

I principali contenitori per il confezionamento del vino

 

Come già accennato nei precedenti articoli, in passato vi era una netta prevalenza dei contenitori in legno, soprattutto per quanto riguarda la vinificazione e la fermentazione. Tutto questo era valido anche in fase di stoccaggio del vino pronto, ma con alcune eccezioni, come le grandi damigiane da 50 litri. In questi contenitori veniva conservato il vino da prelevarsi di giorno in giorno secondo il fabbisogno della famiglia.
Con il passare del tempo la tendenza è stata quella della riduzione di queste grandi capacità in favore di vasi molto più piccoli, maneggevoli e più adatti alla conservazione in casa. 
Si è quindi arrivati alle bottiglie con capacità prima di 720 ml e poi di 750. Di queste esistono diverse forme, le più diffuse delle quali sono la renana, la bordolese e la borgognotta.

 

I tipi i bottiglia

 

bottiglia renana

La bottiglia renana, conosciuta anche come alsaziana, trova origine nella valle del Reno, in Germania. È realizzata in vetro ed ha una forma particolare con collo lungo, spalle assenti e fondo piatto. 

Questa particolare conformazione non nasce casualmente, ma è dettata da esigenze specifiche. Infatti, la bottiglia renana risulta particolarmente adatta all’utilizzo con vini bianchi dove sono assenti tartaro e sali e dove pertanto non è richiesta una conformazione specifica del fondo per accumulare residui. Anche il suo colore è generalmente molto chiaro e consente di realizzare un risparmio anche dal punto di vista dei coloranti nel vetro.

 

bottiglia bordolese

La bottiglia bordolese prende il suo nome dalla città francese di Bordeaux dove si produce l’omonimo vino. Si tratta di un modello adatto a conservare sia vino bianco che vino rosso. Nel primo caso si utilizza una versione trasparente, nel secondo di colore verde o marrone per consentire di filtrare la luce favorendo la precipitazione tartarica.

La sua conformazione prevede un collo abbastanza corto, un corpo di forma cilindrica con diametro compreso tra i 6 e gli 8 cm, spalle larghe per ostacolare la fuoriuscita di possibili depositi in fase versamento e un fondo con rientro per consentire l’accumulo dei residui sui lati.

 

La borgognotta, conosciuta anche come borgognona, nasce per venire incontro alle esigenze dei vini prodotti in Borgogna, caratterizzati da una grande capacità di invecchiamento e dove i residui prodotti restano per la maggior parte nella botte in legno. Questa bottiglia, pertanto, non necessita di assolvere alla funzione di trattenere i depositi.

bottiglia borgognotta

In virtù di quanto premesso, la borgognotta non ha l’obbligo di avere particolari conformazioni. Ecco quindi che può contare su una linea abbastanza semplice che la rende relativamente economica in confronto alla bordolese. In particolare è dotata di un collo corto, spalle poco pronunciate così come il fondo, mentre il colore più comune è il rosso.

Che si scelga uno qualsiasi di questi modelli, in fase di confezionamento sarà necessario procedere alla tappatura. Questa può avvenire con tappi in sughero, in materiale sintetico, in plastica e con tappi a corona.

 

Tappi più comunemente utilizzati

 

I tappi in sughero cilindrici sono quelli tradizionalmente più utilizzati. Essi consentono un interscambio di gas tra l’interno e l’esterno, ma necessitano di essere costantemente umidi. Per questo motivo spesso le bottiglie che utilizzano questo tappo vengono conservate in posizione inclinata. Oggi sono spesso sostituiti da versioni in plastica o in materiale sintetico. In fase di tappatura occorre dotarsi di una tappatrice adatta ai tappi in sughero e in silicone, che sia dotata di ganasce per bloccare il tappo e di uno stantuffo a leva per spingerlo all’interno del collo della bottiglia.
I tappi a fungo, possono essere sia in sughero che in plastica e non sono difficili da utilizzare, tuttavia nel primo caso necessitano di tappatrici più complesse, mentre nel secondo no.
I tappi a corona sono invece molto utilizzati nelle produzioni casalinghe, dove si riciclano spesso bottiglie d’acqua in vetro e altro. Queste bottiglie però devono avere una particolare conformazione della bocca per consentire un buon bloccaggio. Le tappatrici utilizzate in questo caso sono spesso definite capsulatrici è sono disponibili in versione manuale (sia a due leve che a colonna) e pneumatiche (generalmente utilizzate dai microbirrifici).
Altre tipologie di confezionamento del vino, pur essendo non molto diffuse, sono: quella in cartoni utilizzata perlopiù a fine anni ’80 per vini di poco pregio, e in kegs che sono contenitori in acciaio inox abbastanza robusti. Questi ultimi sono impiegati maggiormente nel settore birra e per il vino da distribuire presso esercizi pubblici come ristoranti e pizzerie.

Lascia un Commento