Storia delle botti per vino

Autore: Vincenzo 18/10/2016 0 Commenti Vino e Distillati,

Dalla pietra al legno il cammino del vino

Nell'antichità il vino veniva prodotto in vasche di pietra, anfore e orci in terracotta invece servivano al travaso e al trasporto, l'uomo non aveva ancora scoperto il felice connubio tra legno e vino; ma conosceva purtroppo i disagi nel portare la preziosa e gustosa bevanda in lunghi viaggi, verso mercati e città lontane; per mare il problema non si poneva, gli orci venivano posti nelle stive delle navi ben sigillati e sdraiati su un letto di sabbia e paglia, nulla cosi andava perduto, ben diverso era invece il trasporto degli orci caricati sui carri, ogni asperità del terreno e ogni buca faceva rischiare la rottura dei contenitori pesanti ma fragili. 
 

Ai Celti si deve la geniale invenzione della botte

I Celti che vivevano in una zona ricca di foreste e che avevano grande dimestichezza con il taglio e la lavorazione del legno, ebbero l'idea di realizzare dei contenitori per il vino che fossero leggeri e resistenti, adatti al trasporto e mai idea fu più azzeccata e geniale. Nata come recipiente da trasporto la botte però venne in seguito utilizzata anche per la vinificazione, ne vennero prodotte di molto grandi, che trovarono posto nelle cantine sia per la conservazione del vino prodotto durante l'annata che per farne di nuovo.
 

L'innovazione con cerchi di metallo e grandi dimensioni

Le botti divennero sempre più grandi e pregiate, dalla lavorazione sofisticata e rese ancora più resistenti da cerchiature in ferro, coperchi e sigilli; il vino sempre più lavorato con cura e trasportato con grande facilità. Dai Celti la produzione di botti si espanse in tutta Europa; ogni paese costruiva le sue botti di dimensioni sempre maggiori e con legname sempre più pregiato; un primato per la costruzione delle botti più grandi venne attribuito alla Germania nel diciottesimo secolo; famosa è una botte gigantesca, costruita nella città di Heidelberg; ancora oggi visibile e con una piccola pista da ballo costruita sopra. 

 

 

Dal legno all'acciaio

Il progresso però cercava soluzioni più pratiche ed industriali per la produzione i vino in grandi quantità, fu cosi che ai primi del novecento, il cemento prese il posto del legno, e in seguito tra il 1970 e il 1980  l’acciaio inossidabile, sostituì entrambi. Ma per la conservazione il legno era ed è il materiale preferenziale perché con il tempo gli esperti vinai si resero conto che il legno conferiva al vino colore e gusto differenti dalla conservazione in vetro o in recipienti di altro tipo, da qui sorsero dei veri e propri studi ed esperimenti in merito all'abbinamento vino-legno.


Oggi come ieri

Dall'antichità a oggi le botti hanno grande importanza per la produzione e la conservazione del vino; da sottolineare, che gli italiani si distinguono per la raffinata  specializzazione nella costruzione di botti grandi e di tini, con un occhio attento alla curvatura delle doghe che è un passaggio fondamentale e alla qualità del legno; i più utilizzati sono il rovere e il castagno. La lavorazione del legno ed alcuni trattamenti voluti applicati alle botti conferiscono al vino note e sentori particolari; qui di seguito ne elenchiamo alcuni: 
Vaniglia
Cedro
Legno di sandalo
Cannella
Liquirizia
Caffè
Frutti rossi
Cioccolato
Pepe nero
Fiori d'arancio
Castagna, noce, nocciola

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