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Scegliere la propria birra

Autore: Vincenzo 03/05/2018 0 Commenti Birra,

Cosa bisogna prendere in cosiderazione nella scelta del malto?

Una delle prime domande che si pone un novello homebrewer riguarda quale birra fare. Tuttavia rispondere a questo quesito non è sempre facile. Infatti, sono molti i fattori che sono in grado di determinare la soddisfazione o l’insoddisfazione per la bevanda scelta.

Con questo articolo vogliamo cercare di indicarti quali criteri tenere presente per una valutazione migliore.

 

Scegli in base a ciò che ti piace

Anzitutto, ovviamente il gusto personale. Non tutti abbiamo gli stessi gusti quindi ci saranno birrai che preferiscono birre chiare e leggere, altri che avranno una predilezione per le rosse amare ed altri ancora per le birre scure in stile stout.

Il mio consiglio è quindi quello di pensare a quale stile di birra ti ha dato in passato più soddisfazione nell’assaggio e di conseguenza cercare un prodotto che gli si avvicini il più possibile. A tutti sarà capitato di provare vari tipi di birra in pub e ristoranti, pertanto basarsi sulle sensazioni provate in quel momento è un ottimo punto di partenza.

 

Scegli in base al periodo dell’anno in cui vuoi produrre

Un secondo criterio per ridurre il campo di scelta è dato sicuramente dalla tipologia di birra e quindi dal tipo di fermentazione richiesto.
Generalmente si possono classificare le birre secondo il tipo di fermentazione che può essere alta, bassa o spontanea.

 

Cosa sono le birre ad alta fermentazione?

Malto Weizen WeissSono definite birre ad alta fermentazione quelle nelle quali l’azione dei lieviti deve svolgersi a temperature comprese tra i 15 e i 24°C. Appartengono a queste sicuramente la famiglia delle ALE, le Stout, le Weiss e le Bitter.

In queste birre la fermentazione avviene in modo abbastanza veloce e l’azione dei lieviti è ben visibile sulla superficie del fermentatore, per questo motivo vengono dette anche top-fermenting.
Tra le birre ad alta fermentazione più diffuse ricordiamo la American Pale Ale, l’English Bitter, l’India Pale Ale, la Dark Ale, la Real Ale, le Stout e le Weizen (Weiss).

Di solito i periodi migliori per lavorare questi malti sono quelli primaverili o inizio autunnali.

 

Birre a bassa fermentazione

Di contro, le birre a bassa fermentazione sono quelle in cui i lieviti sono in grado di lavorare a temperature più basse, nello specifico tra i 6 e i 14°C. Si tratta della tipologia sicuramente più diffusa al mondo, infatti si stima che la produzione di queste birre si attesti intorno al 90% dell’intera produzione birraia.

Malto Pils PilsenerSolitamente le birre a bassa fermentazione presentano un colore abbastanza chiaro e limpido, mentre dopo la fermentazione i lieviti tendono ad adagiarsi sul fondo.

Tra gli esempi più illustri citiamo le Lager, le Bock e le Pilsener. Tutte birre che possono essere prodotte ad autunno inoltrato o a fine inverno/inizio primavera.

 

Fermentazione spontanea

Tra gli esempi più importanti di questa categoria vi sono certamente le specialità belghe come la kriek, la Gueze e la Framboise che appartengono alle famiglie delle Lambic e delle Iris.

La loro particolarità sta nella non inoculazione di lieviti. Ciò è possibile sfruttando alcuni batteri che si trovano nell’aria come il brettanomyces. Solitamente queste birre si lasciano raffreddare in grandi vasche orizzontali e si lascia fermentare in botti in legno (castagno o rovere).

 

 

Alla luce di quanto detto, la scelta del tipo di birra da fare può rivelarsi azzeccata anche basandosi sul periodo dell’anno in cui siamo e quindi sulle temperature ambientali medie. Tuttavia è da considerare che ogni malto pronto, indipendentemente dalla categoria di appartenenza, viene comunque corredato di un lievito la cui azione si svolge tra i 22 e i 28°C. Quindi, in caso di birre a bassa fermentazione, si può scegliere se utilizzare questo alla temperatura minima possibile oppure dotarsi di un lievito specifico (tra i più richiesti figura il Saflager 23) e lavorare a basse temperature.

Con quest’articolo speriamo di essere riusciti a darti delle informazioni che possano facilitare la scelta del tuo malto per birra. Ciò però non significa che bisogna limitarsi ad un solo un tipo e puntare sempre ed esclusivamente su quello. Uno degli aspetti più belli del fare la birra in casa sta nella possibilità di sperimentare varie tipologie che molto spesso non si trovano facilmente in commercio, a meno che non si vada in una birreria ben fornita. Pertanto il mio consiglio è di provare sempre qualcosa di nuovo non facendosi limitare da preconcetti o basarsi semplicemente sul “sentito dire”. Quindi ora tocca a te, buona scelta!

 

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