Olio essenziale di lavanda: estrazione e proprietà

Autore: Vincenzo 24/07/2014 0 Commenti Ricette,
Come già accennato nella precedente discussione sui distillatori più adatti a tale utilizzo, gli oli essenziali derivano dall’estrazione da prodotti di natura vegetale ricchi di appunto di essenze.
La loro estrazione è possibile mediante l’utilizzo di un distillatore, possibilmente a corrente di vapore come già ampiamente esposto nell’articolo citato, e riporta nel risultato finale una sostanza liquida, oleosa e profumata secondo le caratteristiche del prodotto di partenza. A tal proposito è possibile reperire gli oli essenziali da diverse parti delle piante, ad esempio nei fiori come la camomilla o il gelsomino, nelle foglie come l’eucalipto, nei frutti come il ginepro o la vaniglia, nella buccia dei frutti come il limone, ma anche nelle radici come lo zenzero. Oggi tuttavia, ci occuperemo dell’estrazione di oli essenziali dalle sommità fiorite di una particolare pianta: la lavanda.
La Lavanda è una pianta più conosciuta della famiglia delle laminacee. Già nell’antichità questa pianta era rinomata per le sue proprietà antisettiche, analgesiche, antibatteriche, inoltre era utilizzata per combattere nausea, vomito, nevralgie e per migliorare la circolazione.
 
Perché estrarre l’olio essenziale di lavanda?
L’olio essenziale di lavanda è quello più utilizzato in profumeria, ma ancora più importanti sono le proprietà antidepressive, rilassanti e cicatrizzanti che gli appartengono. L’olio essenziale di lavanda combatte efficacemente l’agitazione, il nervosismo, l’insonnia e l’ansia. 
L’inalazione di questo particolare olio essenziale può essere particolarmente utile, ad esempio per combattere raffreddore, influenza, sinusite, tosse e catarro. In caso di mal di testa si raccomanda di versare un paio di gocce sui polsi, sulla nuca e sulle tempie massaggiando lentamente ed inspirandone l’aroma.
Inoltre, l’olio essenziale di lavanda è utilizzato per combattere dolori addominali e muscolari, ed ancora, grazie alla sua azione cicatrizzante, risulta efficace in caso di ferite, punture d’insetti o eritemi (anche causati da meduse).
Può essere utilizzato anche per i bambini, infatti, l’applicazione mediante un leggero massaggio alla nuca o sul petto può risultare utile contro agitazione notturna, coliche, raffreddori, ecc…
Fig.1 Campana del distillatore a fungo
 
Come distillarlo?
L’olio essenziale di lavanda viene estratto mediante l’utilizzo di un distillatore in corrente di vapore. 
Innanzitutto occorre mettere dell’acqua nella caldaia del distillatore, quindi bisognerà applicare la colonna filtro, dove bisognerà mettere i fiori di lavanda (sopra la paglietta in rame). Quindi applicare la campana nel caso del distillatore a fungo (fig. 1) e riempirla di acqua fredda in modo tale che i vapori possano condensarsi.
Un procedimento simile si dovrà effettuare con il distillatore a serpentina. In questo caso bisognerà riempire di acqua fredda il contenitore dove va a terminare la serpentina (fig.2). 
Fig.2 Pentolino di raffreddamento del distillatore a serpentina
 
Iniziare la distillazione a fuoco lento, si tratta di un procedimento lungo che richiederà alcune ore. Il risultato sarà una sostanza denominata idrolato nella quale galleggerà l’olio essenziale che potrà poi essere estratto mediante una siringa o un contagocce. Finalmente avete il vostro olio essenziale di lavanda!
In conclusione, se l’olio essenziale di lavanda è quello più conosciuto, rinomato e utilizzato un motivo c’è. Esso, infatti, come brevemente accennato, può adattarsi ai più diversi utilizzi grazie alle proprietà derivanti dalla lavanda, ciò lo colloca certamente tra i rimedi naturali più efficaci ed utilizzati.