L'evoluzione degli alambicchi

Autore: Vincenzo 04/02/2015 0 Commenti Varie,
Com'erano i distillatori in passato?
 
 
Pur essendo uno strumento composto da pochi elementi, gli alambicchi non hanno presentato sempre la stessa configurazione. Anticamente infatti, quando la storia della distillazione era ancora agli inizi, si utilizzavano apparecchiature abbastanza rudimentali.

 
Nonostante una certa penuria di testimonianze sia da parte degli storici che nei ritrovamenti, sappiamo che i distillatori erano inizialmente composti essenzialmente da due vasi, il capo o cucurbita e la campana (detta anche cappa o capitello). Il secondo vaso era provvisto di un canale in grado di consentire il gocciolamento del distillato. Ne esistevano di diversi tipi che si differenziavano essenzialmente per il materiale di composizione, poteva essere utilizzato allo scopo il vetro, il metallo, ma anche la terraglia.
Questa configurazione, utilizzata da greci, egizi e romani, restò praticamente immutata fino al medioevo, dove anzi 
probabilmente la qualità
 degli strumenti diminuì se si pensa che nell’antico Egitto alcune testimonianze riportano dell’utilizzo di un refrigerante nella camera superiore.
Per quanto riguarda le metodologie di riscaldamento della caldaia potevano essere utilizzati legna, carbone, ma anche sabbia infuocata
, limatura di ferro riscaldata o calore del sole. Una curiosità consiste nel riscaldamento per mortaio dove si metteva ciò che si voleva distillare in un mortaio già su fuoco, e coperto con una lastra metallica su cui vengono posti dei carboni ardenti. Si pensava che le due fonti di calore fossero in grado di dare al distillato proprietà e qualità differenti.
 
Gli ambicchi comunemente diffusi oggi non sono molto differenti da quelli utilizzati nel passato, utilizzano un tipo di distillazione discontinua (quella continua risulta più adatta agli impianti di tipo industriale) e sono composti da una caldaia posta direttamente su fuoco, e da una testa detta duomo in grado di realizzare una parziale deflemmazione dei vapori prima di farli passare nel condensatore. Infine, negli ultimi anni, ai classici distillatori con raffreddamento a serpentina si sono affiancati quelli a fungo (più economici), dove lo strumento risulta compatto in un unico blocco e il raffreddamento avviene in modo diretto con un ciclo continuo di acqua da porre sulla campana superiore.