Contenitori per il vino

Autore: Vincenzo 16/10/2014 0 Commenti I Nostri Consigli,

Sono da considerare contenitori per il vino non solo quelli dedicati alla conservazione, ma anche i vasi destinati alla preparazione, lavorazione e al trasporto. Questi possono essere di diverso tipo, infatti ne esistono in cemento armato, in vetroresina, in vetro, in legno, o in acciaio inox. Soprattutto questi ultimi un tempo erano prerogativa solo di quanti svolgevano l’attività enologica professionalmente dato gli elevati costi, oggi invece tutte le tipologie sopra citate risultato accessibili anche ai novizi.

Appartengono alla famiglia dei contenitori in vetro le damigiane, le bottiglie e i bottiglioni. Le prime hanno solitamente una capienza che può arrivare fino a 60 litri circa e sono dotate di un caratteristico rivestimento in plastica o in fibre vegetali intrecciate. Bottiglie e bottiglioni invece si adattano maggiormente ad un utilizzo domestico per conservare piccoli quantitativi.

Risultano molto più classici i recipienti in legno, cui appartengono gli intramontabili tini e botti. Le tipologie di legname maggiormente utilizzate per questi vasi vinari sono il castagno e il rovere. I tini sono dei contenitori aperti e più larghi sul lato superiore, sono solitamente costituiti da doghe con uno spessore variabile tra i 4 e gli 8 centimetri. Le botti sono invece progettate per la conservazione del vino e possono variare, oltre che per il tipo di legname, anche per capacità e quindi per numero di doghe e di cerchi. Nella parte superiore sono dotate di un foro per il riempimento detto cocchiume, mentre in una delle facciate è posto il foro per l’inserimento del ribinetto, è possibile inoltre che siano dotate di una portella con funzioni di scarico e per facilitare le operazioni di pulizia e manutenzione. A tal proposito vi rimandiamo al nostro articolo sulla pulizia delle botti.

Sono preferibili per i vini bianchi e i rossi da tavola i contenitori in cemento i quali si caratterizzano per la loro funzione di non permettere scambi gassosi con l’esterno evitando quindi di attivare i fattori che causano l’invecchiamento del vino. Il tutto va aggiunto alla loro forma solitamente regolare che permette una migliore razionalizzazione degli spazi ed ai costi relativamente accessibili. Questi spazi devono essere verniciati all’interno o rivestiti con materiale non tossico, tuttavia si raccomanda di non utilizzarle subito, infatti occorre realizzare un buon lavaggio utilizzando acqua, acido solforico e una soluzione di acido tartarico. Dopo l’utilizzo è necessario lavare accuratamente con soda e acqua bollente.

La vetroresina ha avuto una grande diffusione nelle piccole cantine per via della sua versatilità, leggerezza e resistenza. Si tratta di un materiale chimicamente 

inalterabile che tuttavia sconsigliamo in quanto, se non costruiti bene, possono rilasciare residui di stirene, ossia un agente infiammabile e irritante.

Il materiale che riteniamo essere il migliore è indubbiamente l’acciaio inox in quanto si adatta al meglio all’utilizzo in campo enologico per merito della sua inattaccabilità. In particolare si consiglia l’utilizzo dei contenitori con galleggiante pneumatico, un sistema che mediante una camera ad aria azionata da una pompa e una valvola di sfiato posta sul galleggiante stesso permettono la fuoriuscita di aria all’abbassamento del livello del vino, non consentendone allo stesso tempo l’ingresso.