8 strumenti che non puoi non avere per fare il vino

Autore: Vincenzo 07/08/2014 0 Commenti I Nostri Consigli,

Fare il vino è arte in cui noi italiani riusciamo sempre alla grande. Non parliamo solo di vino “industriale”, ma anche a livello locale nella produzione ad uso proprio. La qualità delle produzioni italiane deriva certamente dalla passione, che spesso può essere scoperta autonomamente, ma altre volte viene tramandata da padri e nonni.
E’, tuttavia, un dato certo, anche alla luce del quadro economico attuale, il sempre maggiore recupero dello stile di vita rurale che consente, oltre all’autoproduzione enogastronomica, anche il riappropriarsi del proprio tempo cercando di rientrare in una dimensione temporale che ormai sembra lontana anni luce.

Dunque può risultare utile, soprattutto per gli utenti meno esperti, render meglio l’idea della strumentazione necessaria alla produzione del vino. Ovviamente in riferimento, agli strumenti basilari e imprescindibili, infatti la discussione potrebbe essere allargata a diversi strumenti e attrezzi che, seppur non assolutamente necessari, possono facilitare non di poco la vita del produttore.

 

1.       Rifrattometro. Strumento ottico attraverso il quale si può determinare il grado di maturazione (quantità di zucchero) delle uve consentendo pertanto una migliore scelta del periodo di vendemmia;

2.       Pigiatrice, Pigiadiraspatrice o Diraspatrice. Attrezzo in grado di schiacciare l’uva, ma anche in grado di separare gli acini dai raspi nel secondo caso. Ne esistono di diverse tipologie che possono distinguersi per funzionalità (manuale o elettriche, con pompa o senza), per produzione oraria e per materiale di costruzione (lamiera smaltata, acciaio inox o ibride);

PigiatricePigiadiraspatriceDiraspatrice

3.       Tino/Mastellone. Si tratta di un contenitore abbastanza ampio e capiente da raccogliere tutto il prodotto pigiato in precedenza;

Tino/Mastellone

4.       Torchio da vino. Si tratta dello strumento più conosciuto, che nell’immaginario comune è associato alla produzione stessa del vino. La sua funzione è quella di pressare, torchiare appunto, le vinacce prodotte dalla fase di pigiatura. Anche in questo caso ne esistono di diversi tipi.
Si parte dal classico torchio con listelli in legno e movimento a cricco manuale, fino ad arrivare ai torchi con sistema idraulico, ai torchi idropneumatici fino a passare alla variante, adatta a produzioni più grandi, costituita dalle presse verticali;

Torchio manuale

5.       Mostimetro di Babo. Non può mancare uno strumento di misurazione del mosto, attraverso il quale misurare il contenuto di zucchero e quindi prevedere il grado alcolico finale. Il mostimetro di babo consente di individuare eventuali aree di azione correttiva;

Mostimetro di babo

6.        Botte in legno o in acciaio inox. Sono i serbatoi che andranno a contenere il mosto durante la sua definitiva fermentazione e maturazione. Per quanto riguarda le botti in legno, le più utilizzate in enologia sono quelle in castagno, le botti in acciaio inox differiscono principalmente per la dotazione desiderata. A tal proposito possono essere particolarmente utili gli optional galleggiante ad olio, galleggiante pneumatico (ad aria), portella, fondo piatto o conico;

Botte in legnoBotte inox

7.       Densimetro. Altro strumento di misurazione attraverso il quale si potrà sapere quando la fermentazione può dirsi effettivamente terminata;

Densimetro

8.       Alcolometro. E’ l’attrezzo che darà l’effettiva misura del grado alcolico di cui il vino è dotato.

Alcolometro